Processi semantici, lessicali e sintattici del Soroban

Processi semantici, lessicali e sintattici del Soroban

Processi semantici

Il Soroban non rappresenta le quantità in modo semantico. Considerando ad esempio il numero 5, esso non viene rappresentato da 5 pedine terrestri bensì da una sola pedina celeste. L’unica corrispondenza tra la semantica del numero e il numero stesso si ha solo per i numeri uno, due, tre e quattro.

Processi lessicali

Il Soroban permette la numerazione sia di numeri naturali sia di numeri decimali. Il limite dell’enumerazione sta nella quantità di aste che compongono l’abaco. Maggiore è il numero delle aste, maggiori sono i numeri che si possono nominare.
Generalmente, con i bambini più piccoli si utilizza un Soroban a 7 aste. Con quelli più grandi possono essere utilizzati invece abachi con 11 aste e oltre.

Processi sintattici

In quest’ambito, quando parliamo di sintassi, intendiamo la “grammatica” dei numeri. Nel contesto specifico, le cifre assumono un significato semantico differente a seconda della posizione che occupano all’interno della cifra. Per esempio, nel numero 33, il 3 nella posizione delle unità rappresenta 3 pallini, mentre il 3 nella posizione delle decine ne rappresenta 30. La struttura semantica dunque assume e lega nome e quantità.
Un’altra regola che definisce la sintassi del Soroban è che i numeri si scrivono da sinistra a destra, proprio come accade quando si enunciano. Questo facilita la costruzione del numero sul Soroban poiché si comincia a scrivere la cifra nominata per prima, proseguendo con le successive. Anche i calcoli sull’abaco si effettuano da sinistra a destra, diversamente da come si procede nel calcolo scritto.